Museo degli scrittori di Dublino, l’Irlanda dei letterati

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Museo degli Scrittori di Dublino © Jordan Lessona

Museo degli Scrittori di Dublino © Jordan Lessona

Scrigno georgiano di ricordi ed emozioni, il museo degli scrittori di Dublino è collezione preziosa della storia e degli oggetti dei letterati irlandesi: uomini che attraverso le loro opere sono stati voce di una Nazione.

Posata circolare al 18 di Parnell Square, la scritta dorata di lettere maiuscole “Dublin Writers Museum” è indicazione precisa di dove si trovi l’edificio che li accoglie e li custodisce geloso.

La struttura, di proprietà del magnate di whiskey George Jameson, ne ricorda il nome sulle vetrate delle finestre vergate del suo monogramma. Poi, dal 1991, questa residenza georgiana del XVIII secolo è diventata casa del museo degli scrittori di Dublino.

Busti nel museo degli Scrittori di Dublino © Jordan Lessona

Busti nel museo degli Scrittori di Dublino © Jordan Lessona

Entrare è attraversare il tempo fermato nelle teche esposte. Suddivise su due sale, testimoniano la ricca tradizione letteraria irlandese degli ultimi, lunghi e travagliati trecento anni.

Anni calpestati dalla dominazione britannica, rinati nella proclamazione dello Stato libero d’Irlanda, illusi dal ruggito lieve e breve della tigra celtica. Anni secolari in cui il talento che li attraversa e vive qui, nel museo degli scrittori di Dublino, è costante.

I quattro premi Nobel irlandesi per la letteratura William Butler Yeats, Samuel Becket, George Bernard Show, Seamus Heaney hanno dato un po’ di sé a questo luogo che è memoria viva di ricordi ed emozioni.

Oltre alle loro opere e di altri artisti irlandesi, al museo degli scrittori di Dublino, ci sono oggetti personali, documenti, fotografie. È così che lungo il percorso si vede la macchina da scrivere di Brendan Behan: quella che, si dice, abbia lanciato fuori dalla finestra di un pub in un momento d’ira.

Poi c’è il pianoforte di Joyce, la sedia di Haendel che usò quando suonò il Messiah, e il telefono nero in bachelite di Beckett: famoso perché con un pulsante nero poteva bloccare le chiamate in arrivo.

Non sfogliabili, ma solo guardabili nella trasparenza del vetro, al museo degli scrittori di Dublino ci sono anche la copia della prima edizione del 1897 del Dracula di Bram Stoker e due esemplari dell’Ulisse pubblicati a Parigi nel 1930.

Salendo le scale, si arriva al piano superiore dove si apre la galleria degli Scrittori: colonne e fregi dorati, stucchi di Michael Stapleton, dipinti sui pannelli delle porte, fanno da cornice ai busti e ai ritratti dei letterati irlandesi, tributo per chi è stato voce di una Nazione.

Per approfondire:
Il sito del Dublin Writers Museum

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