Inishowen, la penisola più grande d’Irlanda

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Five Finger Strand, Inishowen © Andrea Lessona

Five Finger Strand, Inishowen © Andrea Lessona

La sabbia oro di Five Finger Strand brilla a Trawbreaga Bay, riverbero prezioso delle dune più grandi d’Europa. Le guardo distendersi da Knockamany Bens, il promontorio su cui sono salito per scoprire dall’alto questa zona di Inishowen, la penisola più vasta del Donegal e dell’Irlanda.

Sono arrivato qui deviando dalla strada principale verso Malin Head, l’ultimo lembo di terra dove finisce l’Isola, e il mio viaggio. La macchina ha faticato a tenere lo sterrato stretto ai cui lati sorgono due piccole chiese bianche: una protestante, l’altra cattolica.

O forse era solo un po’ di fatica alla fine di un lungo percorso che nel suo ultimo tratto mi ha portato a vivere chilometro dopo chilometro la gemma del paesaggio irlandese: Inishowen. Tale è considerata questa terra, legata a sud al resto della Contea, stretta a est dal Lough Swilly, a ovest dal Lough Foyle, e liberata a nord dall’Atlantico.

La penisola deve il suo nome a Eoghán, il figlio di Niall, Ard Ri (Alto Re) d’Irlanda che gli concesse di governare la zona, nominandolo signore di un tesoro che la natura ha reso tale e l’uomo ha abbellito con qualche timido lascito storico.

Le chiese bianche viste dal promontorio di Knockamany Bens © Andrea Lessona

Così, per scoprirla, sono partito stamane da Letterkenny, la località più grande del Donegal: sono passato nell’ombra della cattedrale di San Eunan, costruita nel tardo XIX in stile neogotico e ho attraversato la sua via principale, una delle più lunghe di Irlanda, puntinata di pub, ristoranti, negozi e musei.

Da lì sono risalito lungo la strada costiera, e sono arrivato a Buncrana: famoso posto di villeggiatura con i suoi cinque chilometri di spiaggia vanta due castelli, uno edificato ai tempi dei Normanni. Qui si viene per lo più a fare sport: surf, vela, equitazione, golf e bicicletta sono per tutti e per tutti i giorni.

Guidando sulla N56, sono riuscito ogni tanto a vedere tra le nubi basse la punta dello Slieve Snaght che come un fungo cresce nel centro di Inishowen, e la profila con i suoi 615 metri d’altezza.

Con poco tempo a disposizione per raggiungere Malin Head mi sono riservato di scoprire la parte est della Penisola in un altro viaggio. Così ho pigiato sull’acceleratore e sfidando lo sterrato sono arrivato a Knockamany Bens.

Da qui, con la bassa marea e nei giorni sereni, è possibile scorgere il relitto del Twilight, affondato nel 1889 mentre arrivava da Terranova per andare a Derry. Non oggi, però: il cielo è basso, la foschia densa nell’orizzonte lontano. Oggi posso “solo” veder brillare la sabbia oro di Five Finger Strand.

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