Inisheer, la più piccola delle isole Aran 2

di
L'uomo delle Aran, Inisheer © Andrea Lessona

L'uomo delle Aran, Inisheer © Andrea Lessona

Lo scheletro ruggine della Plassy divide il grigio del cielo e delle rocce. Cammino lungo la costa est di Inisheer, sino a quando gli sono così vicino che sembra cadermi addosso: tonnellate di ferro giacciono oblique nell’insenatura.

Sono state portate qui, sopra il livello dell’alta marea, dopo che nel 1960 il cargo fu colpito dalla furia dell’Atlantico, e naufragò vicino alla scogliera di Carraig na Finnise. Oggi questo rudere è una delle attrattive principali della più piccola delle Isole Aran.

Smontati dai calessi o dalle biciclette prese a nolo al porto, molti viaggiatori arrivano davanti alla nave per fotografarla. Ne ho visti tantissimi sulla strada che, sceso dal castello degli O’Brien e superato di nuovo il camposanto, ho imboccato prima.

Sempre a piedi, sotto un cielo diventato scuro per le nubi soffiate dal vento, sono passato vicino al piccolo aeroporto di Inisheer: un fazzoletto verde su cui atterrano piccoli velivoli provenienti dall’Irlanda. L’altro modo, meno economico, di raggiungere l’isoletta.

Ho camminato sul sentiero che divide gli infiniti muri a secco e ho visto mucche e i loro cuccioli brucare il terreno rubato al mare. Sono passato vicino al Grande Lago, An Loch Mór, dove sono stati trovati vecchi sedimenti di quercia e pini. Prova evidente che migliaia di anni fa l’isola era ricoperta di foreste.

E ora, eccomi qui. Con questo massa erosa dalle intemperie e dal tempo negli occhi. Le rocce che imprigionano i resti del cargo sono aguzze e irregolari. Testimoni ancestrali delle Aran e delle sue origini.

Il tempo di un click alla “nave fantasma”, e mi riprendo il sentiero. L’orizzonte scuro si tinge di bianco: in lontananza, intravedo i contorni sfocati del Faro. Si trova nella parte sud dell’isola. Lo raggiungo dopo oltre due chilometri, sino a dove i cancelli mi sbarrano l’accesso.

Davanti a me ho le sue mura circolari che si alzano nel grigio. Da qui, quando il cielo è terso si può vedere la mainland e le Cliffs of Moher, nella contea del Clare. Inisheer, infatti si trova a soli otto chilometri dalla costa di Doolin.

Imbocco un nuovo sentiero: a ogni passo si alza ripido verso il promontorio. Passo davanti al Tobar Éanna, il pozzo sacro di St Enna. La leggenda vuole che le sue acque non si prosciughino mai. Ancora oggi è un luogo sacro per gli isolani.

Poco dopo un puledro, fa capolino dietro il muro in pietra. Gli occhi grandi, supplichevoli per una carezza e un po’ d’erba. La strappo da terra e gliela porgo: la mangia avido in un boccone. E nitrisce.

Poi, proprio mentre sto per arrivare vicino al castello degli O’Brien, incontro un isolano: il cappello di lana calato sul volto, i passi lenti, misurati. Solo quando gli passo vicino ne scorgo la faccia rugosa, lo sguardo vispo. Tre dita alzate in segno di saluto, quasi per benedirmi.

Sembra uscito dal film Man of Aran di Robert Flaherty. L’americano venne sulle isole nel 1934 per girare una pellicola in cui raccontava la vita quotidiana di questi uomini indomiti che ogni giorno sfidavano il mare per vivere.

Raggiungo la cima e passo davanti al vecchio faro costruito nel 1804-5: sorge proprio a fianco del maniero da dove sono partito questa mattina per scoprire la parte sud-est di Inisheer.

Ridiscendo la strada principale e arrivo davanti a Cill Chobait, la piccola chiesa cattolica. Entro nel silenzio delle sue mura bianche e arrivo sino in fondo, dove c’è l’altare. Al suo fianco un candeliere brucia desideri e preghiere in piccole fiammelle. Ne accendo una per mio figlio.

Fuori, ritrovo un cielo sempre più grigio e più basso: seguo le striature che portano verso l’Heritage House, il centro culturale dell’isola. L’edificio in pietra col tetto in paglia è chiuso e mi nega le fotografie di altri tempi e i prodotti artigianali che racchiude.

Zigzagando per le vie strette e le case colorate, riguadagno la costa. E arrivo vicino al porto da dove ripartirò. Sulla pietra nuda, un currago inarcato, la prua verso l’Atlantico, sogna l’oceano.

Per approfondire:
Wikipedia
Aran Island

I commenti all'articolo "Inisheer, la più piccola delle isole Aran 2"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...