Book of Kells, capolavoro dell’arte celtica

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Book of Kells © Jordan Lessona

Book of Kells © Jordan Lessona

Sfocato dalla luce tenue che ne attraversa la teca, il Book of Kells rivela poco delle 608 pagine scritte a mano: decorazioni e illustrazioni sublimi che fanno di questo codice miniato, contenente i Quattro Vangeli in latino, un capolavoro dell’arte celtica.

Custodito nella biblioteca del Trinity College a Dublino, il libro sembra sia stato redatto dai discepoli di San Columba nello Scriptorium del monastero di Iona, dove si trovava la casa del monaco irlandese intorno all’800.

A causa delle incursioni vichinghe dell’806, il codice fu portato nel monastero di Kells, contea di Meath, nell’Irlanda centrale, dai religiosi sfuggiti all’attacco norreno. Lì vi rimase per due secoli prendendo il nome del luogo: Book of Kells.

Con l’arrivo dei soldati di Oliver Cromwell nel 1654, il codice – conosciuto anche come Grande Evangeliario di San Columba – venne trasferito a Dublino. Henry Jones, futuro vescovo di Meath, lo presentò al Trinity College nel 1661.

Qui il Book of Kells è rimasto sempre dal XVII secolo, eccezion fatta per qualche esposizione temporanea in altri luoghi. Dal XIX secolo, il libro è stato esposto al pubblico nella Old Library dove mi trovo io.

Nel 1953 il codice miniato venne restaurato e diviso in quattro volumi: due, protetti da una spessa teca, sono visibili dal pubblico. Le pagine vengono girate secondo un calendario regolare così da permettere ai visitatori di vedere diverse parti del libro.

I rimanenti due volumi possono essere studiati e ammirati solo da pochi studiosi privilegiati. Ciononostante migliaia di persone vengono qui ogni anno, al Trinity College, per ammirare questo lavoro sublime.

Infatti il Book of Kells contiene la copia decorata dei quattro Vangeli nel testo latino basato sulla Vulgata di San Gerolamo, del 384 d.C., frammista a letture dall’antica traduzione latina.

Oltre all’inestimabile valore religioso, il codice miniato è un tesoro di parole vergate da iniziali decorate e disegni interlineari. Le 608 pagine che lo compongono sono tutte decorate e solo due non hanno colore.

Come in un grande racconto, il Book of Kells alterna immagini religiose a figure umane e animali e disegni astratti. In parecchi casi, sono state stilizzate così da formare delle lettere che esaltano l’unicità di questo capolavoro dell’arte celtica.

Per approfondire:
Wikipedia

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